Riabilitazione vascolare: un importante strumento per la cura delle malattie vascolari…

 Quando pensiamo alla cura di una malattia circolatoria, si pensa di solito a farmaci o ad interventi chirurgici: ignoriamo spesso l'esistenza di un importante strumento terapeutico rappresentato dalla "Riabilitazione vascolare".

Parliamo di una vera e propria fisioterapia che, se applicata con le giuste indicazioni, integra e spesso sostituisce l'uso dei farmaci.

Un drenaggio linfatico, correttamente eseguito da personale specializzato, risolve in poche sedute ciò che una terapia medica, con tutti gli effetti collaterali legati all'assunzione di farmaci, non riesce ad ottenere.

E' ormai scientificamente provata la connessione tra alterata postura e patologia venosa cronica: molte patologie varicose sono causate da un alterato appoggio plantare. In questi casi sono assolutamente inutili i farmaci: risulta invece indispensabile un miglioramento della postura con oppurtune terapie manuali e strumentali eseguiti dal Fisioterapista.


Quali patologie si giovano della riabilitazione vascolare?

In primo luogo gli edemi di qualunque origine essi siano.

Oltre al linfedema, la riabilitazione vascolare trova notevole applicazione nell'insufficienza venosa cronica , patologia nella quale la terapia medica è spesso inefficace, mentre le tecniche di drenaggio, realizzati con moderne e recenti tecnologie, favoriscono il ritorno venoso ed attenuando la stasi, con miglioramento pressoché immediato della sintomatologia.

Nelle arteriopatie periferiche, i benefici della chinesiterapia favoriscono l’ elasticità delle pareti arteriose e la formazione dei circoli collaterali.

E’ possibile  utilizzare la "riabilitazione vascolare" nella prevenzione delle malattie vascolari?

In pazienti con predisposizione familiare o facenti parte di particolari categorie lavorative è possibile attuare dei piani di prevenzione al fine di evitare l’insorgere di  patologie vascolari.

In questi casi la terapia sarà meno intensa dal punto di vista della frequenza settimanale, ma costante  durante tutto l’anno.

Con quale frequenza va eseguita la terapia?

In una prima fase la frequenza delle sedute è bisettimanale, per un periodo variabile a seconda della patologia. Generalmente si va da un minimo di 4 ad un massimo di 8 settimane.

Dopo questa fase si passa ad un mantenimento, anch’esso di durata variabile, durante la quale si effettua una sola seduta settimanale. Con alcuni pazienti questa fase può essere mantenuta anche per tutto l’anno.

 
Qual'è il periodo migliore per effettuare tali terapie?

La malattia vascolare, soprattutto quella venosa e linfatica, si accentua con l’arrivo del caldo. Proprio per questo motivo è sempre consigliabile iniziare la terapia in anticipo, nei primi mesi dell’anno,  per affrontare  l’arrivo della bella stagione in condizioni fisiche ottimali.

Nelle malattie arteriose il più presto possibile dopo la scoperta della patologia, indipendentemente dalla stagione.

Dr Francesco Artale, Angiologo e Chirurgo vascolare

   
 


Le nuove tecnologie per il trattamento delle insufficienze venose e linfatiche:
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